(El Badari, Egitto, 1° gennaio 1956)
Medhat Shafik nasce a El Badari (Egitto) nel 1956 e dal 1976 vive in Italia, dove completa la sua formazione artistica: nel 1980 si diploma in pittura e nel 1985 in scenografia all’Accademia di Brera a Milano.
La sua consacrazione arriva nel 1995, quando alla Biennale di Venezia, il Padiglione Egitto – da lui rappresentato assieme ad altri due artisti – viene premiato con il Leone d’Oro delle Nazioni. Nel 2003 vince il The Nile Grand Prix alla IX alla Biennale Internazionale de Il Cairo.
Nel 2004 la sua opera La dimora del poeta entra a far parte della collezione d’arte contemporanea della Galleria d’Arte Moderna (GAM) di Verona e nel 2005 partecipa alla rassegna internazionale Identità e nomadismi, curata da Lorenzo Fusi e Marco Pierini, al Palazzo delle Papesse di Siena. Nel 2006 allestisce la personale Aiqunat – Territorio dell’anima presso la galleria Spirale Arte di Milano e partecipa con il video Flash Back al simposio parallelo alla X Biennale Internazionale de Il Cairo e alla rassegna internazionale Mediterraneo Contemporaneo, curata da Antonio d’Avossa, al Castello Aragonese di Taranto. Nel 2007 tiene la personale Le città invisibili, curata da Giorgio Cortenova e Patrizia Nuzzo alla GAM di Verona, dove torna, sempre nel 2007, per la mostra internazionale Il Settimo Splendore, curata da Cortenova e inaugurata al Palazzo della Ragione.
Nel 2008 è protagonista del progetto site-specific Cammino e Ascesi, curato da Antonella Serafini per la piazza del Duomo e la chiesa di Sant’Agostino di Pietrasanta. Nello stesso anno presenta l’installazione Raccogliere in mezzo all’uragano al Palazzo Ducale di Genova, nell’ambito del Festival Internazionale della Poesia; partecipa alla rassegna internazionale Correnti Mediterranee – Artisti arabi tra Italia e Mediterraneo, a cura di Martina Corgnati, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, con tappe a Damasco, Beirut e Il Cairo ed infine realizza l’installazione La città dei profumi nella chiesa di San Francesco a Como per la mostra internazionale Miniartextil, curata da Luciano Caramel e Nazzarena Bortolaso.
Nel 2011 tiene la personale Archetipi – Le origini del futuro alla Fondazione Stelline di Milano, curata da Arturo Carlo Quintavalle. Nel 2012 presenta una retrospettiva al Palazzo della Pilotta di Parma, curata dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università e vince il primo premio alla Biennale de Il Cairo.
Nel 2015 partecipa alla rassegna internazionale Nel Mezzo del Mezzo, curata da Christine Macel, Marco Bazzini e Bartomeu Mari, al Palazzo Sant’Elia di Palermo, dove una sua opera viene acquisita dalla collezione permanente del Museo di Palazzo Riso. Nel 2016 diverse sue opere entrano a far parte di un’importante collezione a Riyad; partecipa alla rassegna ArteForte. La Babele di linguaggi e di simboli legati ai conflitti con un’installazione presso Forte Larino e Forte Corno, e alla mostra Gli artisti del silenzio a Palermo. Nel 2017 espone due sviluppi del progetto Palmira al Politecnico Bovisa di Milano e all’interno della seconda edizione del progetto prima pAReTe a Palazzo della Ragione di Verona. Nel 2019 tiene la personale Itaca al MACRO Asilo di Roma.
La sua ultima esposizione risale al 2024 con la mostra Sahara, allestita a Milano presso Marcorossi Artecontemporanea.