Visionaria

Biografia

(San Sperate, 15 marzo 1942 – 13 maggio 2016)

Giuseppe “Pinuccio” Sciola nasce il 15 marzo 1942 a San Sperate, nella campagna sarda, in una famiglia di contadini. Fin da giovane si dedica alla scultura e, dopo aver conseguito il diploma artistico, prosegue la formazione al Magistero d’Arte di Porta Romana di Firenze e all’Accademia Internazionale di Salisburgo, dove frequenta i corsi di Oskar Kokoschka, Emilio Vedova e Fritz Wotruba. Completa il proprio percorso con importanti viaggi di studio in Europa, in particolare a Madrid e a Parigi, dove entra in contatto con artisti come Giacomo Manzù, Aligi Sassu e Henry Moore.

Nel 1968, tornato in Sardegna animato dall’energia delle proteste giovanili europee, Sciola avvia la trasformazione del suo paese natale in un “Paese Museo”, una delle prime esperienze di arte ambientale e pubblica in Italia, coinvolgendo attivamente la comunità in un progetto di rinascita artistica e culturale.

Nel 1973, su invito dell’UNESCO, si reca a Città del Messico, dove incontra il muralista David Alfaro Siqueiros. Due anni più tardi dà vita a un gemellaggio artistico con il quartiere Tepito, rendendo San Sperate un laboratorio permanente di scambi internazionali che  accoglie artisti da tutto il mondo, come José Zuniga e Elke Reuter. Instancabile promotore culturale, nel 1976 partecipa alla Biennale di Venezia nella sezione L’ambiente come sociale e nel 1978 fonda il Centro Internazionale per la Lavorazione della Pietra, con l’intento di tramandare la cultura artigianale alle nuove generazioni.

Gli anni Ottanta segnano per Sciola una stagione di importanti riconoscimenti, con numerose esposizioni in Italia e all’estero, tra cui la Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma e una mostra itinerante nella Repubblica Federale Tedesca.

Dal 1990 al 1996 insegna all’Accademia di Sassari, mentre continua a viaggiare in America Latina. Nel 1994 partecipa con le sue sculture alla mostra allestita nel parco del Castello di Ooidonk, in Belgio, e l’anno successivo è tra i protagonisti della Biennale di Arte Natura di Niederlausitz, in Germania, dove presenta la performance La semina della pietra. A metà degli anni Novanta compie una svolta decisiva: nascono le Pietre Sonore, suonate per la prima volta nel 1996 dal percussionista Pierre Favre al festival Time in Jazz di Berchidda. Sciola, infatti, elabora la teoria per cui le pietre non sono oggetti inanimati, bensì custodiscono la memoria della nostra terra e posseggono una voce interiore. Praticando delle fenditure sulla pietra, in particolare sul basalto e sul calcare, e passandovi un oggetto o una piccola pietra, queste emettono suoni. Da allora, egli porta la sua arte in luoghi inediti: nel 2001 è a Villa Olmo a Como con Scultura e suoni di basalto e nel 2002 una delle sue pietre sonore entra a far parte del giardino dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, progettato da Renzo Piano. Sono numerose le esposizioni a cui partecipa in questi anni, mentre le sue opere viaggiano a Budapest, Assisi, Lussemburgo, Vienna, e ancora Cina, Firenze, Bologna e Cuba.

Nel 2010 è nominato presidente della Commissione Regionale per il Paesaggio e la Qualità Architettonica e, nel 2011, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli conferisce l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo contributo culturale. Nel 2014 progetta le scenografie per Turandot di Giacomo Puccini al Teatro Lirico di Cagliari, in cui rappresenta una Pechino moderna e futurista, unendo modernità e tradizione e richiamando un mondo di pietra. Fino alla fine, l’artista continua infatti a ‘far parlare’ le pietre, strumenti di memoria, pace e connessione profonda con la terra.

Sciola muore il 13 maggio 2016 a San Sperate, dove oggi si trovano la sua casa-studio, sede dell’omonima Fondazione, e il Giardino Sonoro.

Nel 2010, l’artista ha donato al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma un importante nucleo di 595 opere tra disegni, pitture e sculture.