Fragile
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Autore
Pinuccio Sciola (San Sperate, 1942-2016)
Titolo
*Prigione*
Data
1967
Oggetto
Scultura
Materiale
Trachite
Dimensioni
195 x 60 x 60 cm
Provenienza
Donazione dell'autore (2020)
Fondo
Sciola, Pinuccio
Numero d'inventario
A009296S
Stato di conservazione
Buono.
Descrizione
*Prigione* è una scultura in trachite, realizzata da Pinuccio Sciola nel 1967. L'opera presenta una figura maschile appena sbozzata, restituita attraverso forme asciutte e vigorose. Il corpo è solcato da incisioni che simulano l'intreccio di una corda, che sembra avvolgere e trattenere la figura alla pietra, lasciata volutamente grezza nella parte posteriore. La scultura è collocata nel Cortile delle sculture dell'Abbazia di Valserena, sede del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma.
Descrizione dell'opera
Negli anni Sessanta, durante la fase di formazione e sperimentazione, Pinuccio Sciola orienta la propria ricerca verso una dimensione figurativa della scultura, confrontandosi con linguaggi artistici e culture differenti. Da un lato, assimila la tradizione plastica italiana ed europea, grazie agli studi compiuti a Firenze e ai soggiorni di studio a Salisburgo, Madrid e Parigi; dall'altro, subisce il fascino della forza primigenia delle culture indigene sudamericane, conosciute nel corso di numerosi viaggi in America Latina. All'interno della produzione in pietra, *medium* che diventa presto centrale nella sua pratica artistica, emergono riferimenti alla quotidianità del mondo rurale: pastori, contadini, operai. Queste figure vengono restituite mediante forme compatte ed essenziali, scolpite secondo una stilizzazione arcaica che ne esalta il carattere primitivo e simbolico. Tali soluzioni formali si inseriscono nel più ampio filone della scultura italiana del secondo dopoguerra, orientata in senso narrativo, che affonda le proprie radici nel linguaggio plastico di Arturo Martini e nelle ricerche di artisti come Giuseppe Mazzullo e Vittorio Tavernari (Ladogana 2015), accomunati da un'essenzialità delle forme e da una particolare trattazione della materia, lavorata in modo volutamente ruvido e granuloso.
L'artista ha progettato personalmente la collocazione dell'opera nel Cortile delle sculture dell'Abbazia di Valserena, dove si trovano anche il *Gruppo Scultoreo* e la scultura senza titolo in trachite rosa (inv. A009700S). In tale contesto, l'azione degli agenti atmosferici contribuisce alla trasformazione della materia, facendo affiorare gradazioni cromatiche e tonalità variabili, che conferiscono all'opera un senso di movimento e calore. Le sculture si integrano armoniosamente con l'ambiente circostante, configurando in tal modo un luogo-opera in cui il visitatore è invitato a riscoprire una dimensione intima del rapporto tra arte e natura.
Bibliografia
AA.VV., *Le pietre sonore. Sculture di Pinuccio Sciola*, Edizioni dell'Orso, Alessandria 1998.
AA.VV., *Pinuccio Sciola: pietre sonore*, Wide, Cagliari 2002.
A. Crespi, *Sciola. Sculture*, Jaca Book, Milano 2003.
*Sciola. Solo pietre*, cat. della mostra (Venezia, Spazio Thetis, 14 giugno – 31 dicembre 2003), Edizioni Museo PAV, Venezia 2003.
Sitografia
R. Ladogana, *Materia e vita. Il rapporto tra forma scultorea e dimensione musicale nelle pietre sonore di Pinuccio Sciola*, in «Medea», vol. I, n. 1, 2015, DOI: https://doi.org/10.13125/medea-1819
PS Museum: https://www.psmuseum.it/
Crediti
Archivio CSAC
Manifest ID
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Licenza
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