(Mantova, 12 ottobre 1900 – Milano, 30 settembre 1988)
Renzo Leonida Zavanella nasce nel 1900 a Mantova. Qui, frequenta l’istituto tecnico per geometri e inizia la sua collaborazione con alcuni architetti mantovani.
Nel 1932 si trasferisce a Milano, dove svolge una prima esperienza di lavoro nello studio di Gio Ponti ed Emilio Lancia e successivamente presso l’architetto Luciano Baldessari. Dopo questi primi impieghi lavorativi, apre un proprio studio e lavora per l’alta borghesia, professionisti e imprenditori in ascesa come Arnoldo Mondadori, per il quale si occupa prevalentemente di architettura allestitiva.
Nel 1935 progetta con Lucio Fontana la Tomba Castellotti al Cimitero Monumentale di Milano, mentre due anni dopo partecipano assieme al concorso per la realizzazione del Monumento della Vittoria di Milano. Questo progetto sancisce l’inizio di una lunga collaborazione, che li vedrà impegnati nell’ambito dell’architettura funeraria e degli arredi d’interni. Il sodalizio poggia su un sincero rapporto di amicizia e una grande stima professionale, sulla frequentazione di ambienti comuni della Milano avanguardista e su interessi e riferimenti culturali molto vari, che spaziano dal futurismo al costruttivismo, De Stijl, Bauhaus, espressionismo e surrealismo. Nei suoi progetti, Zavanella è impegnato a introdurre una maggiore libertà nell’utilizzo di materiali inediti e ad abbattere la tradizionale separazione tra scultura, pittura e architettura. Fontana, a sua volta, è favorevole a una collaborazione tra artista e architetto al fine di giungere a una “sintesi delle arti”.
Nel 1940 Zavanella viene nominato consulente della Società OM di Milano, per la quale progetta vetture ferroviarie, tramviarie e autopullman; inizia così a interessarsi ai mezzi di trasporto, che considera come architetture in movimento, e a studiare come adattarli alle esigenze dell’uomo. Inoltre, partecipa e collabora a più riprese con la Triennale e la Fiera Campionaria di Milano.
Durante i primi decenni di carriera, Zavanella acquisisce concreta esperienza del ‘fare architettura’ sul campo, attraverso la progettazione e la diretta verifica in cantiere. Non potendo frequentare gli studi universitari per ragioni economiche, Zavanella prova ad ottenere il titolo per “meriti conseguiti” (opere eseguite, collaborazioni, riconoscimenti e premi di prestigio ricevuti), ma senza risultato. Finalmente, nel 1952 riceve il diploma di architetto presso l’Athenaeum di Losanna, dove in seguito diventa professore e preside della Scuola superiore di Architettura.
Nel 1954 consegue il Premio Internazionale d’Architettura al Museo d’Arte Moderna di San Paolo, in Brasile. In questi anni conosce la sua definitiva consacrazione professionale, raggiunge l’apice della sua carriera e riceve riconoscimenti ufficiali, sia a livello nazionale che internazionale. Negli anni Settanta si occupa anche di arredamento e di sistemazione di interni.
Zavanella muore a Milano nel 1988, assistito da Luigi D’Alessandro, portiere dell’edificio in cui abitava, che nel suo testamento lo indica come “figlio adottivo”. L’architetto gli lascia tutto il materiale dello studio, i disegni, le corrispondenze e alcune maquette, tra cui quelle eseguite per la Tomba Chinelli e per la scultura del Fiocinatore (1933-34) di Lucio Fontana, che sono oggi conservate presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma.