Zoe Fontana (Traversetolo, 16 maggio 1911 – Roma, 31 ottobre 1979)
Micol Fontana (Traversetolo, 8 novembre 1913 – Roma, 12 giugno 2015)
Giovanna Fontana (Traversetolo, 27 novembre 1915 – Roma, 13 agosto 2004)
Zoe, Micol e Giovanna Fontana, note come le Sorelle Fontana, sono originarie di Traversetolo, in provincia di Parma. Si formano nella bottega della madre Amabile, in cui apprendono le basi dell’arte sartoriale. La maggiore, Zoe, dopo brevi soggiorni a Milano e a Parigi, studia i modelli delle grandi maison francesi – tra cui Chanel, Molineaux, Patou e Schiapparelli – e decide di trasferirsi a Roma, dove inizia a lavorare presso la sartoria Zecca. Successivamente, viene raggiunta dalle sorelle: Micol inizia come apprendista nella sartoria Battilocchi, mentre Giovanna confeziona abiti in casa e nel frattempo intesse relazioni importanti con la futura clientela dell’alta borghesia e dell’aristocrazia romana. Nel 1943 aprono il loro primo atelier in via Liguria, nel cuore della capitale.
Il successo internazionale arriva nel 1949, quando l’attrice Linda Christian indossa un loro abito in occasione del matrimonio con Tyrone Power. L’evento conferisce alle stiliste una risonanza mondiale e segna simbolicamente l’ingresso della moda italiana nel circuito internazionale. Celebrità come Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn e Ava Gardner si affidano al loro stile, contribuendo alla diffusione di un’immagine elegante e sofisticata. L’atelier conquista rapidamente anche il favore dell’alta società italiana ed europea: tra le clienti figurano Grace Kelly, Jacqueline Kennedy Onassis, la regina Soraya e l’infanta Beatriz di Spagna, oltre a numerose protagoniste del teatro e della lirica.
Nel 1951 partecipano alla sfilata organizzata da Giovan Battista Giorgini a Firenze, considerata l’atto di nascita dell’Alta Moda italiana. L’evento, sostenuto da personalità influenti come Irene Brin, contribuisce a definire un’identità autonoma della moda italiana, separandola da quella francese. Due anni più tardi, nel 1953, le Sorelle Fontana partecipano alla fondazione del Sindacato Italiano Alta Moda (SIAM), con l’intento di promuovere e tutelare la qualità sartoriale nazionale.
Negli anni successivi ampliano la loro attività con una linea di prêt-à-porter e di accessori e avviano importanti collaborazioni istituzionali attraverso la realizzazione di uniformi per enti pubblici e compagnie aeree. La loro capacità di innovare e mantenere elevati standard qualitativi consente all’atelier di affermarsi anche sui mercati internazionali, in particolare in Giappone, dove approdano negli anni Settanta.
Dopo aver venduto l’azienda nel 1992, Micol fonda nel 1994 la Fondazione Micol Fontana, con l’obiettivo di preservare l’archivio storico dell’atelier e promuovere la formazione nel settore della moda. Già nel 1983, le sorelle avevano donato oltre 6.500 opere al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma. Il fondo, composto da figurini, fotografie e materiali progettuali che documentano circa quarant’anni di attività, è stato oggetto, nel 1984, di una mostra che ha permesso di ricostruire le prassi operative dell’atelier e di identificare, su basi stilistiche, alcuni dei disegnatori collaboratori, anche grazie al confronto tra le fonti grafiche di altri atelier, le testimonianze orali delle sorelle e la documentazione pubblicistica dell’epoca.
Oggi, il fondo Sorelle Fontana costituisce uno dei nuclei archivistici più rilevanti per la comprensione della storia dell’Alta Moda italiana e per lo studio del ruolo centrale svolto dalle sartorie romane nella costruzione dell’immaginario culturale del secondo dopoguerra.
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