FragileNascosto
Labels
Fragile / Nascosto
Autore
Severo Pozzati (Comacchio, 1895 – Bologna, 1983)
Fondo
Sepo
Descrizione dell'opera
*Clos du Postillon* è considerato il primo manifesto firmato da Severo Pozzati con lo pseudonimo ‘Sepo' e l'ultimo realizzato per l'agenzia pubblicitaria Maga, con cui collabora fin dal 1920, anno del suo arrivo a Parigi. Studi più recenti, tuttavia, identificano un manifesto datato 1922, già recante la firma ‘Sepo': si tratta dell'*affiche* *Machine à tricoter Rectil*, oggi conservato presso il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (Daffra 2021).
All'epoca, l'agenzia Maga chiedeva ai giovani collaboratori la realizzazione di bozzetti anonimi, poi trasformati in manifesti privi di attribuzione. Lo stesso Sepo ricorda: "[…] in meno di tre anni mi editò centocinquanta cartelli, che lasciavo firmare, ben volentieri, col suo nome, tanto ne ero disgustato. Producevo infatti dai dieci ai quindici bozzetti mensili che, logicamente, avevano un valore artistico disparato e che, una volta stampati, non riconoscevo più, tanto erano i cambiamenti voluti dai clienti e fatti eseguire direttamente dal litografo" (Sepo 1954). Non era infatti consuetudine per il grafico firmare la stampa: veniva invece indicato il nome dell'agenzia, poiché i contenuti e i relativi bozzetti erano discussi con il committente e modificati ogni volta che questi lo ritenesse necessario (*Severo Pozzati* 2021).
Il manifesto *Clos du Postillon* è accolto positivamente dalla critica parigina: "Un nuovo Cappiello era nato" (Sepo 1954). L'influenza del suo connazionale Leonetto Cappiello, allora figura di riferimento per molti cartellonisti, è infatti particolarmente evidente nei lavori giovanili di Sepo, soprattutto nella scelta dei colori piatti, nella grafica essenziale e nell'uso della prospettiva dal basso verso l'alto.
Solo alla fine del 1924, quando Sepo lascia Maga per collaborare con la Star di Parigi, la Publivox di Ginevra e altre agenzie pubblicitarie minori, il suo stile cambia radicalmente. Inizia così a riflettere sulle problematiche artistiche e comunicative del manifesto, giungendo a soluzioni più articolate, pur continuando a prediligere composizioni chiare ed equilibrate.
Bibliografia
D. Forni, R. Forni, *Sepo: settant'anni con l'arte*, Edizioni Pendragon, Bologna 2008.
A.C. Quintavalle, V. Strukelj, *Sepo*, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Parma 1979.
Sepo, *Come e perché sono venuto alla pubblicità*, in «L'Ufficio Moderno», novembre 1954, pp. 1495-1500.
*Sepo, Severo Pozzati. Mostra antologica*, cat. della mostra (Bologna, Museo Civico, 18 maggio – 16 giugno 1974), Tamari Editore, Bologna 1974.
*Severo Pozzati in arte Sepo*, cat. della mostra (Pieve di Cento, 4 settembre 2021 – 4 marzo 2022), Edizioni Pendragon, Bologna 2021.
R. Villani, *Opere del cartellonista Sepo*, Alfa, Bologna 1963.
Sitografia
A. Daffra, *Manifesti iconici: la rivoluzione grafica di Sepo*, in «AOFL», XVI, 2021, pp. 91-117: https://doi.org/10.15160/1826-803X/2369
Note tecniche
Le immagini presentano interventi minimi di post-produzione sullo sfondo al solo fine di migliorarne la leggibilità visiva. Le opere non sono state alterate in alcun modo.
Data
1923
Oggetto
Bozzetto
Materiale
Tempera e matita su cartoncino
Dimensioni
30,60 x 24 cm
Iscrizioni e timbri
Recto, in alto a sinistra: "Un vin"; in basso a destra: "Sepo. 23" / Verso, in alto a sinistra: "Francia 1923", "₤ 2.500.000"
Provenienza
Fondo Sepo
Numero d'inventario
D011864S
Stato di conservazione
Buono.
Crediti
Archivio CSAC
Manifest ID
https://www.visionaria-archivio.it/wp-content/uploads/manifest/D011864S.json
Licenza
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