Visionaria




Sul recto del foglio sono rappresentati, accompagnati da iscrizioni, due esemplari di colombe, due farfalle, due pesci, tre busti classici acefali, un busto maschile, tre teste di Medusa; sul verso sono raffigurate, sedute su un trono, due figure femminili dall'aspetto di divinità antiche, senza iscrizioni. La datazione del disegno, basata su elementi stilistici e tematici individuati dalla critica, si colloca tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta del Novecento. In particolare, in occasione della mostra personale tenutasi alla Galleria Il Milione di Milano nel 1938, Fontana espone una serie di opere in ceramica di piccole dimensioni raffiguranti animali – tra cui colombe, farfalle e pesci – che, pur non essendo direttamente riconducibili a questo foglio, delineano un contesto espressivo affine e coerente con il medesimo periodo (Rogers 1938; Bianchino 2009). Il tratto, rapido e nervoso, richiama suggestioni espressioniste e "stabilisce un legame con la scultura arcaizzante di Arturo Martini, artista cui Fontana guarda con particolare attenzione in questi anni" (Bianchino 2009). Anche la figura della Medusa, qui presente in tre varianti sul recto, occupa un ruolo significativo nella produzione fontaniana: si ricorda, in particolare, la *Testa di Medusa* in mosaico oro e nero, presentata alla Triennale di Milano nel 1940. Sul verso, le due figure femminili sedute su un trono rimandano con ogni probabilità al progetto per il bassorilievo del Palazzo di Giustizia di Milano, elaborato tra il 1932 e il 1940, raffigurante la *Giustizia fra il potere legislativo ed esecutivo* (Bianchino 2009). È stata anche avanzata l'ipotesi di un collegamento con "una scultura realizzata a Rosario di Santa Fe" (Crispolti 2006), ma appare più plausibile considerare questi schizzi "come testimonianza di un interesse tematico persistente, piuttosto che come una fase progettuale direttamente riconducibile a un'opera conclusa" (Bianchino 2009). Nel complesso, il foglio si configura come una raccolta di motivi e sperimentazioni iconografiche che, pur non direttamente finalizzati a una singola opera, documentano l'intensa fase di elaborazione plastica e concettuale attraversata in questi anni da Fontana, prefigurando le future evoluzioni della sua ricerca formale.


Labels
Fragile / Nascosto

Autore
Lucio Fontana (Rosario, Argentina, 1899 – Comabbio, 1968)

Iscrizioni
Recto, al centro: "palomitas", "mariposas", "pescados"; in basso a destra: "torso antico", "Fontana"

Fondo
Fontana, Lucio

Descrizione dell'opera
Nel 1988 Teresita Rasini, vedova dell'artista Lucio Fontana, ha donato al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma un nucleo di 313 opere su carta del maestro italo-argentino. I disegni, che coprono un arco cronologico compreso tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, rappresentano una testimonianza preziosa per comprendere l'evoluzione della sua ricerca artistica in un ambito – quello del disegno – a lungo considerato marginale dagli studi critici.
Nonostante alcune significative indagini condotte già dagli anni Trenta – si ricordano in particolare le monografie di Edoardo Persico e Duilio Morosini – solo a partire dagli anni Sessanta, grazie all'interesse di studiosi e critici come Giulio Carlo Argan, Enrico Crispolti, Paolo Campiglio, Francesco De Bartolomeis, Paolo Fossati e Flaminio Gualdoni, e più recentemente di Gloria Bianchino, è iniziata una sistematica rivalutazione del ruolo del disegno nell'opera di Fontana.
L'analisi di questi materiali pone interrogativi complessi, soprattutto per quanto riguarda il tentativo di ricondurre ciascun foglio a opere compiute e, più in generale, il ruolo del disegno nell'ideazione di rilievi, sculture e monumenti. Eseguiti con tratti rapidi, nervosi e dinamici, i disegni di Fontana sono "il campo d'esercizio della massima libertà immaginativa" (Crispolti 2006) e registrano un flusso continuo di idee che si intrecciano con annotazioni quotidiane, o ne mostrano gli studi di elaborazione e rimeditazione successivi, ma senza mai diventare "progetto per un'opera precisa" (Bianchino 2009). Il disegno assume così "un valore in sé" (Bianchino 2009) ed è realizzato su fogli, quasi sempre dello stesso formato, di carta bianca comune, con interventi a matita o a penna. Inoltre, l'analisi stilistica mette in luce una varietà notevole di registri espressivi che differenziano i fogli, dimostrando in tal modo la capacità di Fontana di adattare il segno e il suo ritmo in funzione del contenuto trattato (Bianchino 2009).
Queste problematiche hanno condotto la critica a interrogarsi sulla classificazione e titolazione dei disegni. Inizialmente privi di titoli – come nella monografia di Persico del 1936 e nella mostra curata da Gualdoni nel 1990 – i disegni sono stati poi o identificati attraverso iscrizioni presenti sul foglio stesso o definiti come "studio", "progetto", "ricerca", quale è il caso dei disegni conservati nel Fondo Fontana del CSAC. È stato, invece, generalmente evitato il termine "schizzo", poiché considerato troppo connotato dal punto di vista accademico.
Il *corpus* di disegni conservato al CSAC offre, inoltre, un'occasione di riflessione sul rapporto di Fontana con la storia della grafica. L'artista dimostra una profonda conoscenza dell'arte contemporanea, accompagnata da una consapevolezza altrettanto solida dell'arte del passato. La critica ha più volte evidenziato il dialogo, già dichiarato nel *Manifesto Bianco* del 1946, con il Barocco – evidente nelle sculture figurative e nelle ceramiche – ma anche, fin dalla formazione, l'interesse per Medardo Rosso e Auguste Rodin, per Tintoretto, Francesco Guardi e Canaletto, fino a un'affinità con le ricerche della Scuola Romana, in particolare con Scipione e Mario Mafai. Il disegno, in tal senso, si rivela uno strumento di indagine ricco e innovativo, essenziale per una più precisa definizione del percorso dell'artista.

Esposizioni e prestiti
*Lucio Fontana. Le scritture del disegno*, Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro, 11 maggio – 26 giugno 2009.
*Lucio Fontana. Luce e spazio oltre il taglio*, Bologna, Museo Archeologico Nazionale, 8 dicembre 2010 – 10 gennaio 2011.
*Lucio Fontana. Le origini*, Rosario di Santa Fe (Argentina), Museo Castagnino, 21 luglio – 21 agosto 2019.

Bibliografia
*Aspetti dell'Arte contemporanea. Rassegna Internazionale architettura, pittura, scultura*, cat. della mostra (L'Aquila, Castello Cinquecentesco, 28 luglio – 6 ottobre 1963), Edizioni dell'Ateneo, Roma 1963.
G. Bianchino, *Lucio Fontana. Disegno e materia*, Skira, Milano 2009.
G. Bianchino, *Lucio Fontana e lo spazio del progetto*, in A.C. Quintavalle, *Carte Italiane. Opere su carta dal 1950 al 2000 della Collezione "Cartasì"*, Skira, Milano 2000, pp. 27-39.
E. Crispolti, *Omaggio a Lucio Fontana*, Edizione Carucci, Assisi-Roma 1971.
E. Crispolti, *Lucio Fontana. Catalogo generale*, Electa, Milano 1986.
E. Crispolti, *Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni*, 2 voll., Skira, Milano 2006.
F. De Bartolomeis, *Segno antidisegno di Lucio Fontana*, Fratelli Pozzi Editore, Torino 1967.
*Fontana/disegni. Opere donate alle collezioni civiche di Milano*, cat. della mostra (Milano, Castello Sforzesco, Sale Regione Lombardia, 19 maggio – 31 luglio 1977), Electa, Milano 1977.
*Lucio Fontana. I disegni della raccolta Crippa in Varese*, cat. della mostra (Varese, Sala Veratti, 4 marzo – 25 aprile 1996), Edizioni Lativa, Varese 1996.
*Lucio Fontana. Il disegno*, cat. della mostra (Modena, Palazzina dei Giardini, 8 aprile – 10 giugno 1990), Nuova Alfa Editore, Bologna 1990.
D. Morosini, *Lucio Fontana. 20 disegni*, Edizioni Corrente, Milano 1940.
E. Persico, *Lucio Fontana. La vita nell'arte*, Edizioni di Campo Grafico, Milano 1936.
E.N. Rogers, *Lucio Fontana e le sue ceramiche*, in «Natura», vol. XI, agosto 1938.


Data
1939-1940

Oggetto
Disegno

Materiale
Inchiostro su carta avorio

Dimensioni
27,40 x 20,20 cm

Provenienza
Donazione di Teresita Rasini, moglie dell'autore (1988)

Numero d'inventario
A000131S

Stato di conservazione
Discreto. Importante lacuna nella parte superiore, causata da uno strappo di vecchia data. Lacuna contenuta nel margine sinistro. Ingrigimento generale della superficie, particolarmente marcato lungo i bordi.


Crediti
Archivio CSAC

Manifest ID
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