Visionaria




Il foglio non reca né titolo né data, ma è avvicinabile al progetto per la Tomba Chinelli realizzata nel 1949, frutto del lavoro congiunto dell'artista Lucio Fontana e dell'architetto Renzo Zavanella. Questo disegno richiama la visione frontale della scatola prospettica del telaio e della figura alata. Il tratto è libero e sicuro, semplice ed essenziale, rapido e volutamente ripetuto.


Labels
Fragile / Nascosto

Autore
Lucio Fontana (Rosario, Argentina, 1899 – Comabbio, 1968)

Fondo
Fontana, Lucio

Relazioni
Lucio Fontana, Renzo Zavanella: https://www.visionaria-archivio.it/opera/lucio-fontana-e-renzo-zavanella-modello-per-la-tomba-chinelli-1949/
Renzo Zavanella: https://www.visionaria-archivio.it/opera/renzo-zavanella-senza-titolo-disegni-per-la-tomba-chinelli-1949/

Descrizione dell'opera
Come la maggior parte dei disegni conservati nel fondo di Lucio Fontana presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma, il disegno qui riprodotto non è datato e non reca alcun titolo. Questo perché, secondo l'artista, il disegno serve a costruire un'immagine, a fissare un'idea e una tensione emotiva; è quindi da intendere come ‘scrittura' e non costituisce necessariamente il progetto di un'opera precisa (Pomodoro 2009). Fontana, infatti, è solito rielaborare e intervenire sui propri progetti anche nel corso della fase esecutiva, durante la traduzione plastica o pittorica, confrontandosi e lavorando a stretto contatto con artigiani e architetti al fine di rendere concreta e tangibile la propria idea (Bianchino 2009).
L'artista definisce il proprio disegno "antidisegno", vale a dire antiaccademico, in quanto rifiuta la tradizione per cui la composizione dell'immagine si basa sulla copia dal vero per poi giungere alla realizzazione dell'opera finita. Pertanto, il suo non è un disegno formalmente compiuto ed elegante, ma un *medium* che registra il formularsi delle idee e delle immagini con grande chiarezza e inventiva e da cui ha origine la sperimentazione di linguaggi diversi e la ricerca astratta (Crispolti 1989).
Nel *Manifesto Blanco* (1946) Fontana riconosce come momento storico di riferimento l'arte barocca, quando per la prima volta si afferma una diversa concezione e rappresentazione dello spazio e si creano immagini in movimento nello spazio e nel tempo (Bianchino 2009). Il termine ‘barocco' applicato ai disegni indica uno scarto rispetto alla tradizione, all'obbligo di verosimiglianza e di equilibrio della composizione, in favore di un maggiore interesse verso la materia e lo spazio in movimento (De Bartolomeis 1967).
Nelle opere di destinazione pubblica e nei progetti degli anni Trenta e Quaranta che lo vedono coinvolto insieme ad architetti, Fontana si dimostra vicino agli esponenti del Modernismo e quindi favorevole ad una ‘sintesi delle arti'. In queste opere, l'artista elabora un linguaggio che è in bilico tra figurazione e astrazione, in cui conta l'immediatezza dell'idea e non la distinzione tra generi, ossia scultura, pittura e decorazione (Campiglio 2003). L'angelo concepito per la Tomba Chinelli è una forma aperta, una figura astratta, poiché l'astrattismo per l'artista non è l'assenza di figurazione, "ma una sorta di sublimazione" (Bianchino 2005). In particolare, nella relazione che Fontana redige per la Commissione del Cimitero Monumentale di Milano chiarisce che cosa intende per astratto: «una forma pura, antica, strettamente legata alla nostra memoria, una forma atavica che proprio per questo risulta essere la più adatta a rappresentare l'eterno, la morte» (cit. in Bianchino 2005).

Bibliografia
G. Bianchino, *Archivi e ricerca: il caso Zavanella e Fontana*, in A. Piva, P. Galliani, *Gli archivi del progetto*, Lybra Immagine, Milano 2005, pp. 46-52.
G. Bianchino, *Lucio Fontana: disegno come percorso analitico*, in G. Bianchino, *Lucio Fontana: le scritture del disegno*, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano 2009, pp. 29-36.
G. Bianchino, *Lucio Fontana: disegno e materia. Le opere delle collezioni Csac*, Skira, Milano 2009.
P. Campiglio, *Lucio Fontana*, in *Scultura lingua morta. Scultura nell'Italia fascista*, cat. della mostra (Rovereto, Mart, 28 ottobre – 14 dicembre 2003), Henry Moore Institute, Leeds 2003, pp. 91-105.
E. Crispolti, *Disegni di Fontana: anni Trenta-Quaranta*, cat. della mostra (Milano, Galleria d'Arte Moderna Farsetti, ottobre – novembre 1989), Galleria d'Arte Moderna Farsetti, Milano 1989.
F. De Bartolomeis, *Segno antidisegno di Lucio Fontana*, Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, Torino 1967.
A. Pomodoro, *Fontana e gli "antidisegni"*, in G. Bianchino, *Lucio Fontana: le scritture del disegno*, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano 2009, p. 25.

Note tecniche
Le immagini presentano interventi minimi di post-produzione sullo sfondo al solo fine di migliorarne la leggibilità visiva. Le opere non sono state alterate in alcun modo.


Data
Senza data

Oggetto
Disegno

Materiale
Inchiostro e matita su carta

Dimensioni
27,90 x 21,80 cm

Provenienza
Donazione di Teresita Rasini (1988)

Numero d'inventario
A000341S

Stato di conservazione
Buono.


Crediti
Archivio CSAC

Manifest ID
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Licenza
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