(Milano, 1° febbraio 1935)
Mario Bellini nasce a Milano il 1° febbraio 1935; nella stessa città frequenta il Politecnico, dove segue le lezioni di Gio Ponti, Piero Portaluppi ed Ernesto Nathan Rogers, e dove si laurea nel 1959. L’anno seguente disegna per Pedretti Cartesius, un tavolo da pranzo in compensato estremamente leggero ed economico, con il quale vince il VII Compasso d’Oro (1962).
Dal 1961 al 1963 è direttore responsabile del design del settore Sviluppo de La Rinascente e dal 1963 è capo consulente per il disegno industriale delle macchine d’ufficio presso l’azienda Olivetti, per la quale lavorano anche Marcello Nizzoli ed Ettore Sottsass. Per l’Olivetti, tra gli anni Sessanta e Settanta, Bellini progetta la macchina da scrivere portatile Lettera 35, i calcolatori da tavolo Olivetti Programma 101 (P101) e Logos 50/68, nonché le calcolatrici Divisumma 18 e Divisumma 28, che gli consentono di riflettere sul rapporto tra la macchina, l’ambiente e l’essere umano che ne fa uso.
Nel 1965 progetta Irradiette e Fononette, dei giradischi portatili, e inizia a collaborare con Cassina, per la quale disegna le poltrone Bruco e 932. Nello stesso anno lavora per la Triplex, elaborando il design per un fornello a gas, una lavatrice e una lavastoviglie; mentre nel 1966 realizza 4 gatti, una serie di tavoli impilabili, e la poltrona Amanta per C&B.
Nel 1968 disegna per Brionvega i televisori Volans 17, Aster 20 e TC3, quest’ultimo caratterizzato da una particolare forma triangolare; e dal 1969 al 1971 è presidente dell’ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale. Nel 1972, Bellini applica il disegno industriale a un’automobile e in occasione dell’esposizione Italy: the New Domestic Landscape, presenta al MoMA di New York Kar-A-Sutra, una concept car prodotta da Cassina e concepita come uno ‘spazio umano mobile’ contraddistinto dalla massima libertà e abilità. Sul finire degli anni Settanta diviene consulente per il design della casa automobilistica francese Renault.
Nei primi anni Ottanta continua a collaborare con Brionvega e Olivetti, progettando per quest’ultima la macchina da scrivere elettrica Praxis 35, con la quale si aggiudica il XII Compasso d’Oro (1981), e la calcolatrice elettronica tascabile con stampante e display Logos 9. Dal 1986 al 1991 dirige «Domus», rivista mensile internazionale di architettura, design e arte e negli stessi anni si occupa principalmente di architettura, progettando gli uffici per la centrale termoelettrica di Cassano d’Adda (1985-1990), il Centro Internazionale Congressi ed Esposizioni di Villa Erba a Cernobbio (1986-1990), il nuovo Quartiere Portello della Fiera di Milano (1987-1997) e – recentemente – il Terminal internazionale T3 dell’Aeroporto di Roma-Fiumicino (2014-2018) e la ristrutturazione del Grattacielo Rosso delle Assicurazioni Generali a Trieste (2015-2019). Bellini lavora anche all’estero come architetto, disegnando – solo per citare alcuni progetti – il Yokohama Business Park, il Tokyo Design Center e il Risonare-Vivre Club Complex in Giappone (1987-1992), l’ampliamento della National Gallery of Victoria di Melbourne (1996-2003), il nuovo quartiere della Fiera di Essen (1998-2001) e il Dipartimento delle Arti Islamiche al Museo del Louvre (2005-2012).
Agli anni Duemila risalgono il letto Cab Bed e la poltrona Cab Lounge disegnati per Cassina (2015); il divano Freud e il tavolo Opera (2014) per Meritalia; una serie di vasi in vetro per Venini (2018) e, per finire, i tavoli Bolt (2017) e Flash (2020) e la sedia Cutter (2020) per B&B.
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