Fragile
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Fragile
Autore
Igor Mitoraj (Oederan, 1944 – Parigi, 2014)
Titolo
Senza titolo (*Volto fasciato*)
Data
1980-1985
Oggetto
Scultura
Materiale
Bronzo
Dimensioni
210 x 80 x 145 cm
Provenienza
Donazione dell'autore (1988)
Fondo
Mitoraj, Igor
Numero d'inventario
A008887S
Stato di conservazione
Buono.
Descrizione
L'opera raffigura un volto fasciato, di cui vediamo soltanto una porzione, in posizione reclinata. Questa testa dormiente esprime una contenuta malinconia. Le bende che cingono il volto ne annullano le fattezze, creando un effetto perturbante, tanto che si fatica ad immaginare un volto sottostante. L'opera in bronzo, di grandi dimensioni, è esposta nella Sala Ipogea dell'abbazia di Valserena.
Descrizione dell'opera
Le teste bendate sono uno dei temi principali della poetica di Igor Mitoraj. L'artista intende la costrizione come un carattere essenziale della forma, per questo motivo i suoi volti sono caratterizzati da un'identità imperscrutabile, che cela rappresentandoli bendati o ricorrendo a porzioni piuttosto che a interi. L'artista ha dichiarato: "Il bendaggio simboleggia per me una sorta di protezione da una realtà che sin dagli anni giovanili mi si prospettava quanto mai ostile. È per me un simbolo di sopravvivenza" (Costantini 2004). Le bende rappresentano anche lo smarrimento, la perdita di riferimenti dell'uomo moderno. C'è qualcosa di pensoso, di assorto, di distante in questi volti alienati mancanti delle loro parti più espressive: gli occhi.
L'arte di Mitoraj si presenta a prima vista di facile comprensione, perché il suo lessico è basato su forme ben radicate nell'immaginario della cultura occidentale, che provengono dall'antichità greco-romana e dalla rilettura che ne è stata data nel corso del Rinascimento, quindi le percepiamo come familiari. Benché sia facile trovare assonanze con note opere dell'antichità, ci si accorge che non si tratta mai di citazioni puntuali, di imitazioni o di *pastiches à la manière de*. Inoltre, sarebbe errato voler riconoscere un gusto neoclassico nella compiutezza delle forme e nella levigatezza delle superfici delle sue opere. L'estetica di Mitoraj privilegia, al contrario, il frammento, la rottura, la crepa. Nonostante il colosso frammentato, scheggiato, mutilato sia il tema centrale della sua produzione, non troviamo mai l'esibizione di una violenza in atto. I colossi sono sì reclinati, affossati, prostrati, ma non sono vinti, rimangono sempre possenti e autorevoli.
L'artista non attinge al vocabolario classico con fare archeologico, non esprime nostalgia per un tempo e un mondo perduti; non vuole riecheggiare l'antichità o descrivere la modernità, ma dare forma a situazioni e stati d'animo sempre attuali e comuni all'umanità. I busti monchi e le monumentali teste resecate o scheggiate raccontano la perdita d'identità dell'uomo contemporaneo e la sua fatica a dare un senso alla propria condizione esistenziale caratterizzata dalla precarietà.
Bibliografia
R. Chiappini, *La bellezza incontaminata*, in *Igor Mitoraj*, cat. della mostra (Lugano, 22 marzo – 30 giugno 2002), Skira, Milano 2002, pp. 12-16.
C. Costantini, *L'enigma della pietra. Conversazioni con Igor Mitoraj*, Il Cigno, Roma 2004.
G. Pucci, *Il colosso caduto: Igor Mitoraj e l'antico*, in «Classico Contemporaneo», vol. I, n. 1, 2015, pp. 1-10.
G. Pucci, *Il più antico dei moderni: un profilo di Igor Mitoraj*, in «Tecla, Rivista di temi di Critica e Letteratura artistica», n. 13, 2016, pp. 43-71.
A. Zucca, *Il volo di Hypnos. Metamorfosi del mito nelle sculture di Igor Mitoraj*, in «Medea», vol. V, n. 1, 2019, pp. 1-33.
Sitografia
Igor Mitoraj: https://www.igormitoraj.com/it; https://www.museomitoraj.it/mitoraj/.
Crediti
Archivio CSAC
Manifest ID
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