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Fragile

Autore
Pino Tovaglia (Milano, 1923-1977)

Titolo
*AMORE*

Data
1959-1975 circa

Oggetto
Scultura

Materiale
Legno di pero

Dimensioni
A/M/O: 33 x 33 x 9 cm
R: 29 x 33 x 6 cm
E: 25 x 33 x 9 cm
Cubo assemblato: 33 x 33 x 33 cm

Provenienza
Donazione di Karla Louise Becker, moglie dell'autore, e delle figlie (1991)

Fondo
Pino, Tovaglia

Numero d'inventario
B052900S

Stato di conservazione
Buono.

Descrizione
*AMORE* è una scultura in legno progettata da Pino Tovaglia e composta da cinque lettere che, incastrate fra loro, formano un cubo di 33 centimetri per lato. L'idea è quella di dimostrare che la parola scritta non è esclusivamente ancorata alla linearità e alla bidimensionalità, ma, se scomposta nelle diverse lettere che la compongono, può assumere una valenza materica e tridimensionale.

Descrizione dell'opera
Nel 1959 Pino Tovaglia inizia a lavorare al *Codice Tondo*, una serie di opere ottenute sovrastampando più lettere della stessa parola col fine di superare la classica lettura lineare e bidimensionale e di raggiungere una modalità di lettura tridimensionale e sviluppata in profondità. Le sperimentazioni proseguono negli anni Sessanta, quando Tovaglia dalla tecnica della sovrastampa, che restava ancorata alla bidimensionalità del supporto, passa al collage di lettere in materiali trasparenti, quali la carta velina o l'acetato colorato, che vengono impilate in ordine di lettura dietro alla prima lettera. Tale tecnica è alla base di una delle opere grafiche più note dell'artista, ossia la copertina del numero 103 della rivista «Graphis» (settembre-ottobre 1962), ottenuta mediante la sovrapposizione dei caratteri che compongono il termine "graphis" in carta velina rossa semitrasparente posti sopra uno sfondo ruvido di asfalto naturale.
Le ricerche sperimentali di Tovaglia sulla possibile tridimensionalità della scrittura continuano con i numerosi studi incentrati sulle lettere che formano la parola "amore", dei quali un esempio è un *Codice Tondo* conservato presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma (inv. B028081S). In quest'opera, una griglia composta da nove quadrati ospita i caratteri in acetato trasparente colorato (rosso per la lettera "A", azzurro per la "M", verde per la "O", rosa per la "R" e giallo per la "E") che compongono il termine "amore": la sovrapposizione delle lettere è graduale ("AM", "AMO", "AMOR", "AMORE") e consente al lettore/fruitore di apprendere il processo adottato dall'autore. Gli studi sul lemma "amore" portano Tovaglia a riflettere sulla terza dimensione e sull'irruzione delle sue opere nello spazio reale: la parola "amore" acquisisce fisicità, diventando una scultura in legno con le lettere ad incastro che possono essere usate per comporre una classica parola lineare o che possono essere impilate, come nelle precedenti sperimentazioni dell'autore, in modo da formare un cubo.
Il modello in legno, del quale un esemplare è conservato presso il CSAC (inv. B052900S), prende il nome di *AMORE* e, grazie alla sua tridimensionalità, offre una visione prospettica a tutto tondo delle lettere, consentendo a Tovaglia di superare la visione frontale determinata dall'uso di un supporto bidimensionale. Nel 1967 Tovaglia usa una veduta laterale in bianco e nero della scultura come manifesto per la cartella «deDsign»: la parola *AMORE*, restituita solo mediante le scanalature e le ombreggiature delle lettere, risulta illeggibile e si avvicina alle teorie sulla forma e sulla percezione della *Gestalt*, diffuse in territorio milanese grazie agli studi dell'artista piemontese Nino Di Salvatore, fondatore della Scuola politecnica di design.
Nel 1975 Tovaglia presenta l'esito delle sue ricerche sul processo percettivo e sulla plasticità dei caratteri in occasione della mostra *Alfabeti* (Milano, Mercato del Sale, 25 settembre – 11 ottobre 1975), organizzata grazie al contributo dell'artista e poeta genovese Ugo Carrega presso il centro culturale Mercato del Sale di Milano. L'esposizione, oltre che dall'invito alla mostra, è documentata da undici negativi conservati al CSAC (inv. B081921S), che raffigurano l'artista in posa davanti a un *Codice Tondo*, un *Codice Tondo* e un esemplare della scultura *AMORE*.
Nel maggio 1981, quattro anni dopo la morte di Tovaglia, una scultura *AMORE* di 3,30 x 3,30 x 3,30 metri in marmo botticino classico viene presentata alla Galleria Schubert di Milano e, come *Monumento alla Fraternità*, viene donata dall'Italia al Consiglio d'Europa di Strasburgo. Presso il CSAC è conservato un modellino bidimensionale della scultura in cartoncino argentato (inv. B081920S), nel quale, diversamente dall'opera definitiva che presenta le lettere assemblate in modo da comporre un cubo, i caratteri che compongono la parola "amore" sono disposti linearmente.

Esposizioni e prestiti
*Visioni (im)possibili. Comunicazione, utopia, progetto nelle collezioni CSAC*, CSAC – Abbazia di Valserena, 20 gennaio – 24 marzo 2024.

Bibliografia
*Pino Tovaglia*, cat. della mostra (Bologna, aprile 1984), AIAP, Bologna 1984.
*Pino Tovaglia. Alfabeti*, invito alla mostra (Milano, Mercato del Sale, 25 settembre – 11 ottobre 1975), 1975.
*Pino Tovaglia. La regola che corregge l'emozione*, cat. della mostra (Milano, 19 gennaio – 25 aprile 2005), Corraini, Mantova 2005.
*Progetto-Struttura. Metodologia del design: Mario Bellini, Giulio Confalonieri, Silvio Coppola, Franco Grignani, Bruno Munari, Pino Tovaglia*, cat. della mostra (Livorno, Fortezza Nuova, Museo Progressivo d'Arte Contemporanea, 15 marzo – 19 aprile 1975), RAF Stampa, Firenze 1975.

Sitografia
Archivio Storico Fondazione Fiera di Milano: https://archiviostorico.fondazionefiera.it/
Bottega Ghianda: https://bottegaghianda.com/it/parola-amore
Pino Tovaglia: https://pinotovaglia.it/
Pino Tovaglia, Milano, Mercato del Sale, 25 settembre – 11 ottobre 1975, invito: https://archive.org/details/pino-tovaglia-milano-mercato-del-sale-25-settembre-11-ottobre-1975-invito


Crediti
Archivio CSAC

Manifest ID
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