Visionaria

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Fragile / Nascosto

Autore
Severo Pozzati (Comacchio, 1895 – Bologna, 1983), noto anche con lo pseudonimo di Sepo

Titolo
*Mia Madre*

Data
1915

Oggetto
Scultura

Materiale
Gesso

Dimensioni
79 x 47 x 52 cm

Provenienza
Donazione di Amelia Pozzati (1991)

Fondo
Sepo

Numero d'inventario
A008892S

Stato di conservazione
Discreto. Superficie dipinta con tempera grigio scura, tracce di pigmento verde e rosso sulla veste. Importanti cadute di materia sul volto e sull'avambraccio, in parte sancite tramite un precedente intervento conservativo. I frammenti distaccati dopo l'arrivo in archivio sono conservati in un involucro.

Descrizione
*Mia madre* è una scultura in gesso a tutto tondo realizzata da Severo Pozzati nel 1915. Si tratta di una figura femminile a mezzo busto, colta in un momento di pensoso raccoglimento, mentre poggia la mano sinistra al volto e volge lo sguardo verso il basso. La ricerca plastica di Pozzati culmina in un'opera intima e misurata che trattiene un'energia statica, accentuata dalla massa piena e squadrata e dalla lavorazione grezza del gesso. Le tre sculture, *Bimbo seduto* (inv. A008890S), *Ivo* (inv. A008891S) e *Mia madre* – attualmente conservate presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma – sono le uniche opere in gesso dell'artista sopravvissute ai bombardamenti aerei su Bologna del 1943. Pozzati ne effettua la fusione in bronzo in occasione della mostra antologica allestita nel 1974 nelle sale del Museo Civico di Bologna e, successivamente, nel 1982.

Descrizione dell'opera
Nel 1911, a soli sedici anni, Severo Pozzati è già considerato un promettente scultore dell'Accademia di Belle Arti di Bologna. In questo periodo realizza il suo primo lavoro plastico, *Ritratto della madre*, con il quale partecipa l'anno successivo all'Esposizione di Belle Arti della società Francesco Francia, ottenendo importanti riscontri e consensi che gli varranno il primo premio. L'opera, però, verrà distrutta durante i bombardamenti aerei su Bologna del 1943.
Il profondo legame con la madre, che l'artista vedeva amorevolmente impegnata nella cura della numerosa famiglia composta da sette figli, lo conduce nel 1915 alla realizzazione di un'altra opera in gesso dedicata alla figura materna, intitolata *Mia Madre*. L'opera, oggi conservata presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma, rappresenta un'espressione tangibile della sensibilità dell'artista nel tradurre in forma plastica il mondo degli affetti.
Pur vivendo anni di grande fermento nella sua produzione grafica e scultorea, dal 1916 Pozzati intraprende attività più remunerative per contribuire al sostentamento della famiglia e alleviare così il peso economico gravante sui suoi cari: si dedica all'arte della decorazione tessile e realizza figurini di moda maschile per modeste retribuzioni, fino ad approdare, qualche anno più tardi, nel settore della grafica pubblicitaria, per la quale si distinguerà a livello internazionale.

Bibliografia
D. Forni, R. Forni, *Sepo: settant'anni con l'arte*, Edizioni Pendragon, Bologna 2008.
A.C. Quintavalle, V. Strukelj, *Sepo*, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Parma 1979.
C.L. Ragghianti, *Severo Pozzati: 1913-1918*, Tamari Editore, Bologna 1969.
*Sepo: dipinti, disegni, sculture*, cat. della mostra (Budrio, 1986), Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1986.
*Sepo, Severo Pozzati. Mostra antologica*, cat. della mostra (Bologna, Museo Civico, 18 maggio – 16 giugno 1974), Tamari Editore, Bologna 1974.
*Severo Pozzati in arte Sepo*, cat. della mostra (Pieve di Cento, 4 settembre 2021 – 4 marzo 2022), Edizioni Pendragon, Bologna 2021.
C. Spadoni, V. Strukelj, *Sculture di Sepo*, TEV, Bomporto 1995.


Crediti
Archivio CSAC

Manifest ID
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