Fragile
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Autore
Ettore Sottsass jr. (Innsbruck, 1917 – Milano, 2007)
Titolo
*Ceramica Y/22*
Data
1969
Oggetto
Oggetto di design
Materiale
Ceramica
Dimensioni
12,30 x 31,30 x 20,50 cm
Iscrizioni e timbri
Sul fondo: "Sottsass y/22"
Provenienza
Fondo Sottsass, Ettore jr.
Fondo
Sottsass, Ettore jr.
Numero d'inventario
B055307S
Stato di conservazione
Buono.
Descrizione
Vaso in ceramica smaltata rossa appartenente alla serie *Yantra*, modello *Y22*.
Descrizione dell'opera
Le prime sperimentazioni di Ettore Sottsass jr. con la ceramica risalgono al 1955, quando viene incaricato di disegnare una collezione di vasi dall'imprenditore americano Irving Richards, proprietario della Raymor Company di New York specializzata nella vendita di mobili e oggetti di arredamento. La produzione è affidata alla manifattura Cav. G. Bitossi & Figli di Montelupo, sotto la guida del direttore artistico Aldo Londi. Quest'ultimo collabora con Sottsass alla realizzazione di oggetti che, pur mantenendo forme elementari – cilindri, tronchi di cono, semisfere -, sperimentano con i colori e garantiscono una qualità artigianale, anche se in una dimensione di produzione in serie. Molte delle collezioni di ceramiche prodotte in quegli anni vengono presentate alla Galleria Il Sestante di Milano e, nonostante inizialmente non ottengano un grande successo di vendite, segneranno una svolta per il design nazionale e internazionale (Ferrari 1996).
Le ceramiche degli anni successivi adottano colori, forme e simboli derivati da culture orientali – frutto delle suggestioni del viaggio che Sottsass compie in India nel 1961 – e dalla Pop Art, conosciuta durante i suoi soggiorni negli Stati Uniti; alcune serie recano titoli evocativi di stimoli culturali e momenti significativi della sua vita (*Ceramiche delle Tenebre*, *Offerta a Shiva*, *Ceramiche di fumo*). Con queste opere, Sottsass si propone di superare la filosofia razionalista del Bauhaus – che concepisce il progetto solo dal punto di vista della sua finalità e non tiene in considerazione le esigenze della psiche e della mente umana -, attraverso la formulazione di un nuovo linguaggio e la realizzazione di oggetti sempre più autonomi rispetto alle funzioni che dovrebbero espletare. L'architetto sente di dover trovare "forme e colori e tecniche coerenti per creare uno spazio moderno e nuovo" (cit. in Zanella 2017), perché "se c'era un senso a fare degli oggetti era che aiutassero la gente a vivere" (cit. in Sottsass 2002): gli oggetti dovevano essere "pillole Bayer contro il mal di testa" (cit. in Radice 1993). Sottsass attribuisce al designer una funzione ‘terapeutica' e ai suoi oggetti una dimensione magica e taumaturgica; spesso, infatti, le sue ceramiche hanno la forma di totem, immagini archetipe e arcaiche che evocano manufatti rituali conosciuti durante i suoi viaggi (Dellapiana 2010).
All'interno di questa concezione e poetica si inserisce la serie di ceramiche *Yantra* realizzata nel 1969. L'elaborazione di questo progetto è in parte testimoniata da alcuni disegni e schizzi risalenti al 1965, raccolti all'interno della busta denominata *Prime idee per Yantra* conservata nel fondo archivistico di Ettore Sottsass jr., presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma (Zanella 2017). Il titolo della serie prende il nome dalla tradizione religiosa indiana, secondo cui ogni *yantra*, diagramma o amuleto mistico, è unico e associato a un determinato potere o a un particolare rituale. La serie è composta da 32 esemplari tra vasi, ciotole e posacenere. Si tratta di oggetti fuori misura che si sottraggono all'uso funzionale e ‘artistico', e si pongono come oggetti-simbolo (Sottsass 2002): "In una stanza (vuota il più possibile) va utilizzata non più di una di queste Yantra di terracotta. Altrimenti la concentrazione si dissolve e lo Yantra diviene solamente un oggetto in più nella stanza" (cit. in Zanella 2017).
Le ceramiche sono realizzate a colaggio in forma e sono state prodotte tra il 1969 e il 1979 da diverse manifatture e distribuite da Design Centre, società milanese che faceva capo a Poltronova di Sergio Cammilli; EAD riprende la produzione nel 1980 e nel 1984 con alcune variazioni nelle forme e nei colori (Zanella 2017). Nel febbraio 1969 le ceramiche *Yantra* vengono esposte presso il Design Centre di Milano; nelle fotografie del catalogo – un pieghevole di otto pagine corredato da didascalie e testi di Sottsass -, l'allestimento degli oggetti rimanda a una dimensione rituale, con candele, monete e fiori recisi, facendo un chiaro riferimento ai culti orientali (Ferrari 1996). In questa serie si assiste a una progressiva geometrizzazione delle forme e all'utilizzo di colori primari (rossi, neri, gialli) che richiamano le insegne luminose delle città americane, tanto che vi si può riconoscere qualche suggestione dalle opere di Frank Stella, dalla Pop Art di Roy Lichtenstein e dalla Beat generation americana (Riva 1999).
Bibliografia
E. Berard, *Ettore Sottsass*, Éditions Les Arènes, Parigi 2023.
E. Dellapiana, *Il design della ceramica in Italia. 1850-2000*, Electa Architettura, Milano 2010.
F. Ferrari, *Ettore Sottsass: tutta la ceramica*, Umberto Allemandi & C., Torino 1996.
B. Radice, *Ettore Sottsass*, Electa, Milano 1993.
P. Ranzo, *Ettore Sottsass*, 24 Ore Cultura, Milano 2011.
S. Riva, *Ettore Sottsass jr.*, in *Il Rosso e il Nero: figure e ideologie in Italia 1945-1980 nelle raccolte del CSAC*, cat. della mostra (Parma, CSAC – Salone delle Scuderie, 27 novembre 1999 – 13 febbraio 2000), Electa, Milano 1999, pp. 162-163.
E. jr. Sottsass, *Scritti, 1946-2001*, Neri Pozza, Vicenza 2002.
F. Zanella, *Ettore Sottsass. Catalogo ragionato dell'archivio 1922-1978 CSAC / Università di Parma*, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2017.
Sitografia
Ettore Sottsass jr.: https://www.domusweb.it/it/progettisti/ettore-sottsass-jr.html
Crediti
Archivio CSAC
Manifest ID
https://www.visionaria-archivio.it/wp-content/uploads/manifest/B055307S.json
Licenza
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