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Fragile / Nascosto

Autore
Severo Pozzati (Comacchio, 1895 – Bologna, 1983), noto anche con lo pseudonimo di Sepo

Titolo
*Bimbo seduto*

Data
1913

Oggetto
Scultura

Materiale
Gesso

Dimensioni
83 x 36 x 43 cm

Provenienza
Donazione di Amelia Pozzati (1991)

Fondo
Sepo

Numero d'inventario
A008890S

Stato di conservazione
Discreto. Presenza di tracce di pigmento rosso-bruno sul volto. Numerose cadute di materia localizzate sul berretto, sul volto e sul busto, di vecchia data, in parte consolidate.

Descrizione
*Bimbo seduto* è una scultura in gesso realizzata da Severo Pozzati nel 1913, in occasione della prova d'esame presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. L'opera raffigura un bambino seduto con le mani raccolte, poggiate sulle gambe e lo sguardo fisso in avanti; indossa una camicia a maniche lunghe e un berretto sul capo. Eseguita a tutto tondo, la figura è caratterizzata da volumi compatti e da un'impostazione severa e composta. Le tre sculture in gesso, *Bimbo seduto*, *Ivo* (inv. A008891S) e *Mia madre* (inv. A008892S) – attualmente conservate presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma – sono le uniche opere dell'artista sopravvissute ai bombardamenti aerei su Bologna del 1943. Pozzati ne effettua la fusione in bronzo in occasione della mostra antologica allestita nel 1974 nelle sale del Museo Civico di Bologna e, successivamente, nel 1982.

Descrizione dell'opera
Severo Pozzati si diploma nel 1913 presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna e, nello stesso anno, vince il Premio di Scultura del Ministero della Pubblica Istruzione, che gli consente di compiere un viaggio di studio in diverse città d'arte italiane. Durante il soggiorno, approfondisce la conoscenza dell'opera di Giotto, Paolo Uccello, Piero della Francesca e Masaccio: la solidità delle forme, la sintesi compositiva, la nettezza dei contorni e il colore asciutto e terso di questi maestri influenzano profondamente il giovane Pozzati. All'interesse per gli artisti cosiddetti ‘primitivi', si affianca l'ammirazione per Constantin Meunier, scultore noto per i suoi temi popolari in ambito socialista, e per Medardo Rosso, di cui conosce le opere durante un soggiorno fiorentino nel 1910. Entrambi diventano punti di riferimento per Pozzati, in particolare per la resa plastica sintetica, il chiaroscuro morbido e la capacità di cogliere l'intima essenza dei soggetti rappresentati.
Il 20 marzo 1914, la scultura *Bimbo seduto* e un'altra opera intitolata *Donna col cappello* (oggi perduta) vengono esposte all'Hotel Baglioni di Bologna in una mostra collettiva che accoglie, tra gli altri, Giorgio Morandi, Osvaldo Licini, Mario Bacchelli e Giacomo Vespignani. Sebbene l'esposizione resti aperta solo per poche ore, l'evento ottiene risonanza a livello nazionale, anche grazie alla presenza all'inaugurazione dei futuristi Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo. La critica accoglie con entusiasmo il lavoro di Pozzati, considerandolo uno scultore promettente, capace di modellare la creta con purezza e semplicità (Quintavalle, Strukelj 1979).

Bibliografia
D. Forni, R. Forni, *Sepo: settant'anni con l'arte*, Edizioni Pendragon, Bologna 2008.
A.C. Quintavalle, V. Strukelj, *Sepo*, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Parma 1979.
C.L. Ragghianti, *Severo Pozzati: 1913-1918*, Tamari Editore, Bologna 1969.
*Sepo: dipinti, disegni, sculture*, cat. della mostra (Budrio, 1986), Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1986.
*Sepo, Severo Pozzati. Mostra antologica*, cat. della mostra (Bologna, Museo Civico, 18 maggio – 16 giugno 1974), Tamari Editore, Bologna 1974.
*Severo Pozzati in arte Sepo*, cat. della mostra (Pieve di Cento, 4 settembre 2021 – 4 marzo 2022), Edizioni Pendragon, Bologna 2021.
C. Spadoni, V. Strukelj, *Sculture di Sepo*, TEV, Bomporto 1995.


Crediti
Archivio CSAC

Manifest ID
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